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LINEE GUIDA PROGRAMMATICHE DEL CENTROSINISTRA PER IL COMUNE DELLA SPEZIA
"La crisi economica impone a tutti i livelli di governo la capacità di offrire un'elaborazione strategica per lo sviluppo del territorio. Questo significa dare nuovo valore e slancio alla pianificazione economica nel senso della varietà degli assi di sviluppo. La risposta giusta per non adattarsi alla crisi, ma reagire ad essa, è - per un territorio come il nostro - da un lato la capacità di valorizzare la sua collocazione geografica credendo davvero in una vocazione turistica fatta di servizi e accoglienza, dall'altro l'incremento di un apparato produttivo e industriale di qualità, capace di crescere insieme alla ricerca e alle nuove tecnologie, un' industria attenta all'ambiente ed alla conservazione del territorio. E'importante che la nostra città diventi sede di centri direzionali e di ricerca, soprattutto laddove si abbia la presenza di siti industriali e produttivi rilevanti e di caratura nazionale e internazionale. Questo vale ovviamente per la cantieristica e la nautica, ma non solo. In ogni caso bisogna favorire lo sviluppo di insediamenti forieri di occupazione stabile, di qualità, non precaria, contrastando i fenomeni di subappalti lesivi della qualità del lavoro. Il tema della qualità occupazionale unito a quello imprescindibile della sicurezza sui posti di lavoro deve essere il centro della riflessione sulla reazione più virtuosa alla crisi. In questo senso gli enti locali per primi devono dare l'esempio, favorendo rapporti di lavoro duraturi e non instabili, non servendosi di strumenti sbagliati come i voucher.
Alcune categorie particolarmente esposte alla crisi in corso e poco protette sono i piccoli artigiani e i commercianti. Nei loro confronti deve essere massima l'attenzione dell'Amministrazione e alti gli sforzi di promozione. Per quanto riguarda i presidi tradizionali del commercio viene riconosciuta una vera e propria funzione sociale e di servizio che, pur non chiudendosi rispetto all'evoluzione del settore, va salvaguardata rispetto ai grandi poli commerciali. In questo senso vanno garantite tutele e agevolazione rispetto alle funzioni "di quartiere", va data piena realizzazione ai piani di marketing e, soprattutto per il centro cittadino, vanno completati il percorso di parcheggi in struttura e la riarticolazione della sosta.
Anche per questi obiettivi e in generale per l'attenzione dovuta alla vivibilità della città si deve proseguire con la riqualificazione urbana dei quartieri, soprattutto nelle periferie. In questi anni sono stati attuati interventi importanti come, ad esempio, al Favaro e i finanziamenti FESR e POR destinati a Umbertino e Levante cittadino. E' certamente legata alla riqualificazione urbana la promozione di coesione sociale e sicurezza nelle strade dei nostri quartieri rispetto alla quale è importante l'attività del Comune con le sue forze di polizia municipale e per l'azione di monitoraggio e coordinamento delle attività che l'Ente può svolgere.
A questa riflessione sullo sviluppo si unisce necessariamente quella sul destino dell'arsenale e della base navale. Gli obbiettivi devono essere il rilancio strategico del ruolo del presidio, della funzione e delle professionalità dei suoi lavoratori nonché della base navale in un quadro nazionale di revisione del comparto difesa e la capacità di instaurare sinergie col tessuto produttivo locale. Anche i nostri vertici militari si stanno ponendo, dopo le proposte del presidente USA, l'obiettivo di un ridimensionamento della spesa militare. Ciò rende più stringente la necessità di definire localmente in questo campo un progetto ben oltre la semplice richiesta di liberazione di aree non più strategiche. Nell'elaborazione di una nuova strategia militare occorre porsi il problema di ciò che a Spezia deve rimanere per la difesa, in termini di razionalizzazione ed efficienza dell'area industriale della "nuova" struttura di difesa. Per la stretta correlazione storica della città con le strutture della M.M., dobbiamo proporre di coinvolgere la città in un dibattito che vada oltre la richiesta di rilascio di "aree eccedenti". Anche la città deve essere partecipe, con apposite iniziative, delle scelte di razionalizzazione degli impianti militari e della destinazione di aree eccedenti, per concorrere alla definizione di nuove localizzazioni di impianti ed officine, permute e nuovi utilizzi. Da questo punto di vista, soprattutto dal livello centrale, va recuperato un ritardo notevole nel dare risposte che la città e quelle strutture aspettano da troppi anni. In questa valutazione complessiva deve stare poi la liberazione da vincolo militare di aree non più strategiche e indirizzabili per questo a un nuovo modello di sviluppo economico, urbanistico e di funzioni sociali che possano consentire nuovamente l'accesso al mare a quartieri storici e popolosi come quelli situati nel ponente cittadino, evitando speculazioni e divenendo così patrimonio della comunità. L'Italia deve recuperare unitariamente, sia politicamente che socialmente, i lineamenti essenziali di una politica industriale, come parte ineludibile di una strategia di sviluppo, qualificazione produttiva e competitiva.
In questo contesto assumono ruolo centrale le scelte inerenti Fincantieri e Finmeccanica che coinvolgono le prospettive della città e dell'intero territorio del Levante ligure.
Un altro fondamentale aspetto della crisi che gli enti locali si trovano e si troveranno ad affrontare è l'aumento delle povertà e della richiesta di servizi e assistenza proprio quando la capacità di spesa e i trasferimenti dallo Stato sono drammaticamente ridotti. Questa delicatissima posizione richiede la massima responsabilità e condivisione da parte delle forze di coalizione di fronte a scelte non facili in cui si dovranno definire priorità su cui concentrare le spese e operare tagli in alcuni settori. Siamo certi che alcuni settori come quello dell'istruzione pubblica e libera non debbano subire altri tagli. Va inoltre ottimizzata la rete di relazioni e di esperienze su cui gli Enti Locali possono contare nel sociale a partire dal volontariato e dal suo ruolo complementare nel miglioramento della vita dei cittadini e dell'assistenza alla persona. La messa a sistema di questo mondo e l'ottimizzazione della straordinaria risorsa di solidarietà e servizi che offre sono obbiettivi quanto mai attuali.
Il tema della contrazione di servizi non riguarda però soltanto il settore socio-sanitario, ma anche, drammaticamente, quello del trasporto pubblico. In questo settore serve una straordinaria capacità di contrarre quanto possibile le spese di burocrazia e gestione per spostare il meno possibile i tagli del governo su riduzione delle corse e aumenti delle tariffe. Oltre a questo va attuata un'attenta politica di fidelizzazione dell'utente e di incremento del numero di abbonamenti, magari studiando formule nuove che incontrino le esigenze di categorie meno propense a utilizzare il mezzo pubblico. Nel settore del trasporto pubblico locale è inoltre importante lavorare sempre più nel senso della riduzione delle emissioni e per incrementare l'elettrificazione delle linee.
In questa difficile congiuntura è intenzione della coalizione lavorare per elaborare, nell'ambito dei sistemi di tariffazione e di accesso ai servizi comunali nonché nei sistemi contributivi di sostegno, un coefficiente correttivo progressivo per reddito inerente a politiche economiche a favore delle famiglie. Tale coefficiente deve mirare a misurare l'effettiva capacità contributiva e di spesa delle famiglie, prendendo in esame il numero dei componenti e dei figli, eventuali affidamenti, la condizione lavorativa dei genitori, i parenti a carico, le persone disabili. Questo ragionamento si inserisce anche nell'auspicio di livelli sempre più efficaci di intreccio sui dati fiscali volto a contrastare l'evasione.
La coalizione considera il diritto alla casa una tutela della dignità e un diritto fondamentale e si indirizza per questo a continuare a sviluppare lo strumento del canone concordato, nonché a scoraggiare fiscalmente il fenomeno diffuso delle case sfitte o abbandonate e a disincentivare la vendita del patrimonio residenziale pubblico.
Pur nel quadro di difficoltà è comunque necessario garantire adeguate risorse per lo sport e l'impiantistica sportiva, anche quella scolastica, considerando lo sport un momento alto di integrazione, di crescita individuale e collettiva.
La coalizione promuove l'accoglienza solidale delle persone immigrate, secondo i principi del pluralismo delle culture, del reciproco rispetto di diritti e doveri e dell'integrazione sociale impegnandosi a coinvolgere le comunità immigrate, incentivandone la presenza nelle forme partecipative decentrate. Favorisce i percorsi di diritto alla cittadinanza,soprattutto per i nativi, promuovendo una mobilitazione per l'introduzione dello ius soli. Tornando alla sanità tutti i livelli amministrativi e di Governo devono lavorare all'obbiettivo del presidio ospedaliero unico, dea di secondo livello, collocato al Felettino, alla qualificazione dell'ospedale di Sarzana e al buon funzionamento delle strutture sanitarie e riabilitative presenti sul territorio provinciale. In questo senso massima vigilanza sui finanziamenti statali per l'ospedale e un'analisi regionale finalizzata a un'equa distribuzione tra tutte le province liguri dell'effetto dei tagli centrali. Accanto all'obiettivo principale del nuovo ospedale bisogna lavorare perché nella fase transitoria proseguano presto e bene i lavori di ristrutturazione del Sant'Andrea sui quali ci sono stati appositi stanziamenti regionali e perché vada avanti l'incremento delle professionalità mediche e paramediche nonché la riqualificazione dei servizi. E' poi importantissimo che risorse e sacrifici siano distribuiti equamente tra le ASL della regione e che nella nostra realtà vengano incrementati i posti letto per venire incontro alle esigenze dei cittadini. E' opportuno attivarsi presso la regione per attribuire alla conferenza dei Sindaci maggiore peso nella determinazione delle scelte sanitarie sul territorio favorendo la massima pubblicità delle sue discussioni e degli indirizzi assunti dalla stessa. Altro nodo strategico per lo sviluppo di un territorio, soprattutto in tempo di crisi, è quello della sua dotazione infrastrutturale e il suo collegamento con il resto dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Per questo la Pontremolese e l'asse Tirreno-Brennero devono restare con forza nei principali obbiettivi di governo.
Nelle scelte urbanistiche bisogna conseguire una linea, ambientalmente sostenibile, che non punti all'ulteriore consumo del suolo inedificato.
Ciò assieme alla tutela delle colline e delle aree pedecollinari in coerenza con quanto già approvato dal Consiglio Comunale della Spezia. Va in ogni caso riconvertita, con un forte valore aggiunto, l'attività edilizia nel senso del recupero e del riuso del patrimonio edilizio esistente - troppo spesso degradato se non abbandonato.
Parti non irrilevanti della città e delle periferie stanno dequalificandosi, sono scarsamente abitati in un processo di ammaloramento e vetustà. Sono peraltro le parti più energivore come risposta ad abitazioni calde d'estate e fredde d'inverno.
Riuso degli edifici vetusti o abbandonati insieme alla cura del suolo possono innescare un processo virtuoso anche in termini di occupazione.
La compatibilità ambientale, il recupero ed il risparmio energetico, anche con l'uso dei nuovi materiali edilizi che oggi offre il mercato, assunti come regola normativa imprescindibile in ogni ristrutturazione o riedificazione del patrimonio abitativo esistente deve diventare, assieme alla valorizzazione e alla cura del territorio un principio ineludibile nel modello di governo e di sviluppo, affinché la "green economy" non sia solo uno slogan ad effetto da prendere nel "supermercato delle idee che vanno più di moda".
In questa riflessione si inserisce necessariamente la grande partita del waterfront i cui obbiettivi fondamentali sono, da un lato, la riacquisizione di un rapporto con il proprio mare da parte della città e, dall'altro, una significativa occasione di sviluppo economico e turistico. Queste due esigenze devono essere coniugate con equilibrio e anche attraverso l'apertura di una discussione rispetto al masterplan non deve venir meno il fascino di un nuovo grande affaccio a mare in continuità con il disegno urbano e di verde cittadino presente nel progetto Llavador vincitore del concorso di idee. Vista la portata dell'opera è importantissimo che il Comune, in quanto istituzione rappresentativa dei cittadini, abbia un ruolo di regia, di guida e di garanzia negli equilibri dell'intervento e percorsi di progettazione e attuazione, rafforzando in questa ricerca la partecipazione popolare al centro della quale deve stare la discussione sulle funzioni pubbliche, sociali, economiche e culturali da inserire in questo nuovo spazio urbano.
Particolarmente apprezzate sono le affermazioni recenti dell'Amministrazione Comunale, l'accenno alla necessità di superare "difficoltà operative, logistiche ecc " finora apparse nella realizzazione del progetto di "waterfront", e, specificamente poi, l'impegno a gestire il problema in una prospettiva di "piano urbano di zona" ("facendosi carico - come ha dichiarato - di quella parte di suggerimenti e di critiche che sono rivolte a far bene)".
Ciò evidentemente mediante una procedura più trasparente come richiesta per Piani Particolareggiati (cui deve corrispondere il "piano urbano di zona"), riprendendo, contemporaneamente il percorso partecipativo sulla qualità e i contenuti del progetto : rapporto tra il sistema del verde e gli spazi pubblici, regole compositive e tipologiche della parte edificanda, infrastrutture (da sintonizzare con l'intervento della Regione per quanto riguarda i sottopassi di accesso ai parcheggi, in parte collegabili con il progettato interramento del traffico di Viale Italia), nonché tempi, costi e contestualità di attuazione, in rapporto alla fruizione della città.
Naturalmente deve essere prevista la partecipazione delle assemblee elettive alle scelte, con percorsi organizzati di partecipazione nei quartieri e passaggi di indirizzo in Consiglio Comunale, soprattutto per valutare le funzioni prioritarie da inserire e la portata di determinati interventi. Per interventi urbanistici di questa portata si ritiene opportuno inoltre adottare i percorsi europei previsti per la valutazione della compatibilità ambientale nonché per il recupero di finanziamenti comunitari disponibili.
La trasparenza nei percorsi amministrativi deve essere sempre più uno stile di governo riconoscibile. Per questo si propone lo strumento della gara per tutti gli affidamenti con norme che impediscano meccanismi al ribasso soprattutto nell'ambito socio-sanitario. In questo senso risulta un obiettivo da conseguire la selezione dei dirigenti in Enti pubblici e partecipate attraverso bandi di evidenza pubblica. Per quanto concerne il percorso di ACAM va garantito l'obbiettivo di tutela dei servizi e dei lavoratori attraverso le gare previste dalla società, garantendo che nel settore idrico le scelte siano compatibili con il risultato del referendum sul carattere pubblico del servizio. Appare in questo senso consono il percorso messo in atto dall'amministrazione che permette, messa in sicurezza ACAM, di prevedere poi a nuove forme di gestione del servizio quali l'Azienda Speciale. Tema che si lega alla partita ACAM è la chiusura del ciclo dei rifiuti fino alla scadenza dell'affidamento in house. E' ragione di orgoglio il fatto che in questi anni La Spezia si sia aggiudicata il premio nazionale di "Città riciclona" e si sia data indirizzi chiari di massima riduzione del rifiuto verso l'obiettivo "rifiuti zero".
Questa deve rimanere la rotta attraverso il raggiungimento di livelli spinti di differenziata - incrementando e migliorando i sistemi di raccolta, soprattutto il porta a porta - il trattamento del materiale nell'impianto di Saliceti, il conferimento in discarica del sovvallo inertizzato.
Fissati questi obbiettivi risulta assolutamente insensata l'ipotesi di combustione.
I drammatici eventi alluvionali che hanno colpito il nostro territorio evidenziano come sino ad oggi la tutela dell'equilibrio idrogeologico non sia stata al centro della politica nazionale ed europea. Anche a livello locale questa deve diventare una priorità assoluta e occorre constatare l'inadeguatezza delle norme di legge che disciplinano e guidano la redazione dei piani di bacino e che non tengono conto delle evoluzioni climatiche divenute costanti nell'ultimo ventennio.
Al contempo occorre agire in salvaguardia adottando tutte le cautele di prevenzione dai rischi, intervenendo con il blocco di nuove edificazioni in zone ad alto rischio idrogeologico ed anche su quegli interventi già autorizzati ma non ancora realizzati, tanto più se riguardanti grandi opere e strutture ad alta polarizzazione di utenza che la stessa Relazione Generale del Piano di Bacino definisce "impianti ad alta vulneralibilità" per altro irrealizzabili - secondo le Norme di Attuazione del Piano - nelle aree esondabili di fondovalle con qualsivoglia livello di rischio.
Una svolta si impone parimenti nella predisposizione economica e finanziaria di opere di difesa e sicurezza idrogeologica che dovrebbe essere sostenuta dallo Stato e soprattutto dall'Unione Europea sia per la salvaguardia del territorio, delle popolazioni e dei loro beni, sia come efficace politica di sviluppo economico ed occupazionale in coerenza con quanto oggi sostengono il Governo ed il Parlamento italiano, nei loro sforzi per cambiare profondamente la politica comunitaria ad oggi solo improntata sul rigore di bilancio e non anche sullo sviluppo produttivo, sociale, civile ed occupazionale.
L'agricoltura riassume un ruolo centrale nella qualità della vita e nella gestione del territorio, un nuovo ruolo nel rapporto con il consumatore nella consapevolezza dell'educazione alimentare e di nuovi stili di vita nonché nella gestione paesaggistica e nella difesa del suolo. Sono necessarie nuove regole urbanistiche che tutelino l'attività dei presidi agricoli e una semplificazione amministrativo-burocratica per incentivare l'imprenditoria in ambito biologico. Inoltre le amministrazioni devono studiare sistemi premianti per le imprese turistiche soprattutto della ristorazione che utilizzano o trasformano prodotti locali. Un settore interessante potrebbe essere la filiera bosco-legno con la creazione di regolamenti di bioedilizia premianti sull'utilizzo di legnami locali e la pianificazione boschiva all'interno dei PUC."
Un capitolo importante è la relazione tra la città e il suo porto, un grande volano di sviluppo economico e di apertura internazionale e, al tempo stesso, un polo logistico che sempre più deve essere collegato alla città in termini di pianificazione e di conciliazione delle esigenze. In questo senso è importante il ruolo del tavolo di attuazione del PRP e che, nelle trasformazioni previste nell'area cittadina interessata dall'attività portuale, si tenga conto delle esigenze delle popolazioni dei quartieri del Levante a partire dalla tutela rappresentata dalla fascia di rispetto che comunque deve rappresentare una realizzazione di riqualificazione urbanistica ed una civilizzazione del rapporto città-porto in coerenza con quanto da lungo tempo richiesto dal Comune della Spezia, dalla Circoscrizione più direttamente interessata nonché dalle popolazioni del levante cittadino.
In tempi di crisi è opportuno che i Comuni riflettano sulla loro dotazione di politiche culturali. Questo settore, in momenti di grande contrazione della spesa pubblica, rischia infatti di passare in secondo piano nella discussione politica, dimenticando che all'offerta culturale e a un suo decremento corrispondono posti di lavoro e la crescita di un'intera comunità anche in termini di identità e senso di appartenenza. In questi anni, nonostante la diminuzione delle risorse, ci sono stati interessanti crescite nel settore della cultura, come il rinnovato ruolo del Centro Dialma Ruggiero e la capacità attrattiva della nuova programmazione del Teatro Civico, nonché il consolidamento di una tradizione importante come il Premio Exodus e il successo delle due edizioni della Festa della Marineria e la più importante e storicamente radicata manifestazione sul nostro territorio: il Palio del Golfo che sempre più deve essere baricentro e traino delle altre iniziative culturali dell'estate spezzina anche in termini di destinazione di risorse. Le spese su grandi eventi e manifestazioni, per quanto elementi questi ultimi costituiscano motivo di orgoglio cittadino, devono essere comunque sostenibili rispetto alle esigenze sociali conseguenti alla fase economica. Oggi il tema è come non disperdere e accrescere il patrimonio di esperienze e professionalità coltivato negli anni. E'dunque giusto riflettere laicamente e coinvolgendo le realtà culturali e associative su un'ottimizzazione della forma gestionale e su un livello sempre migliore di sinergia tra le strutture esistenti, magari analizzando la funzione di alcune di esse alla luce della fase nuova. L'obbiettivo è insomma quello di evitare che, nell'impoverimento dei capitoli di spesa destinati, si rischi di avere strutture su cui è impossibile fare programmazione. Anche il Polo Universitario spezzino va considerato come elemento centrale nello sviluppo economico e culturale della città, in un intreccio virtuoso tra specializzazione tecnico-scientifica e apparato produttivo. In questa direzione di alta formazione e specializzazione va portato avanti il percorso di consolidamento di questa struttura capace di collocare percentuali altissime di laureati nel mondo del lavoro con un forte ruolo dei soci pubblici quanto a funzioni di regia, di controllo sugli indirizzi e sulla programmazione didattica. Rispetto a quest'ultimo tema della programmazione, considerate le trasformazioni climatiche e geologiche che interessano la nostra regione soprattutto in questi ultimi anni, sarebbe interessante valutare l'inserimento di percorsi formativi universitari sulla gestione del territorio considerandoli assolutamente compatibili con il profilo scientifico del Polo e con la sua vocazione ad una formazione legata fortemente al contesto territoriale.
Per migliorare sempre più l'aspetto gestionale e dei servizi è opportuno che il rapporto con l'Ateneo genovese sia sempre più stretto in un disegno regionale di formazione universitaria, anche al fine di parificare il livello di servizi tra gli studenti del Polo della Spezia e quelli dell'Università di Genova. |