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INTERVENTO DI MORENO VESCHI ALL'ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL 5 LUGLIO 2010 IN OCCASIONE DELLA NOMINA A SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PD
I Congressi di Circolo mi hanno indicato come nuovo Segretario Provinciale del Partito Democratico. Vorrei rivolgere un saluto al Segretario uscente Davide Natale.
La mia missione sarà quella di favorire la partecipazione nella vita del Partito e la collegialità. Costruire un solido gruppo dirigente affermando ancora di più il rinnovamento.
Come "persona" non sono certo una "novità" ma posso mettere la mia esperienza al servizio di un "progetto" di rilancio del Partito. Non c'è bisogno di un imbalsamamento dell'esistente, di nostalgia ma di un progetto che punta alla innovazione e alle novità nella gestione del Partito, rafforzandone il "ruolo" nel rapporto con le istituzioni e nella società. Un PD organizzato nel territorio e nei luoghi di lavoro, che valorizzi diversi territori, non solo Spezia, la Val di Magra ma anche tutte le altre realtà comunali, la Rivera e la Val di Vara.
Un PD che per essere radicato proponga idee, sappia dire qualcosa alla gente, e che ascolti i cittadini; e che punti a diventare veicolo della rappresentanza sociale. Uno dei problemi che abbiamo di fronte è che molti, soprattutto lavoratori, precari etc., non si sentono rappresentati, si sentono senza rappresentanza.
Di qui la necessità di una presenza organizzata del PD tra le categorie sociali e nei luoghi di lavoro. Non è sufficiente il sindacato. C'è un nodo della rappresentanza sociale del lavoro.
Essere aperti alla società, come dobbiamo essere, non è in contraddizione con un partito organizzato, anzi questo è condizione per la nostra "propulsività" nella società. Il PD deve essere un partito organizzato. Ritengo che l'obiettivo prioritario sia quello di favorire la partecipazione motivata degli iscritti. E' Bersani che prima del Congresso ha parlato di partecipare per decidere. Bisogna rendere concreta l'organizzazione della democrazia dentro il partito e forme di coinvolgimento diretto degli iscritti e degli elettori, come il patrimonio delle Primarie.
C'è bisogno di più discussione politica e di più convocazione degli organismi (Assemblea Provinciale e Direzione) per avere scelte condivise. Far funzionare gli organismi è la condizione anche per dare un ruolo ai circoli, che debbono essere l'asse della nostra struttura e della nostra iniziativa politica. Mi propongo un utilizzo forte della Conferenza dei Segretari di Circolo, con scadenza ogni 15 giorni.
E' necessario spostare il confronto sui contenuti. Non cristallizzare le posizioni: questo per me significa non passare il 90% del tempo ad affrontare gli equilibrismi interni al partito o i posizionamenti polemici. Bisogna dare stabilità alla vita del partito costruendo insieme la linea politica e ridimensionando i personalismi.
Il partito non può essere soltanto il punto di caduta e il luogo della risoluzione dei problemi (quando ci riesce), nati, per esempio, a livello istituzionale. Ma deve essere il luogo dove si elabora una linea comune alla quale essere coerenti all'esterno e nella stessa vita amministrativa. E dove si discutano preventivamente le scelte di fondo del livello amministrativo. Puntare sui contenuti significa anche proporre da parte mia un esecutivo con responsabilità tematiche precise e non di pura consultazione del Segretario. Se un Circolo vuole fare iniziative sa di avere nel Coordinamento Provinciale un referente tematico a disposizione.
Così come sono intenzionato a costituire forum tematici, aperti a competenze anche esterne al partito. E' mia intenzione valorizzare il ruolo e la partecipazione delle donne investendo sulla loro capacità progettuale, come con la costituzione di una Conferenza Provinciale del PD. Così come mi propongo di valorizzare l'impegno dei Giovani Democratici.
L'obiettivo politico principale che perseguo nei prossimi mesi: è la Conferenza Programmatica Provinciale.
Conferenza da preparare con un ampio lavoro di coinvolgimento dell'Assemblea Provinciale, delle strutture del Partito e delle forze sociali ed economiche della Provincia.
Un PD più forte rafforza anche le maggioranze e la stabilità delle giunte. Ci vuole una dimensione provinciale del tavolo della coalizione, per farla vivere al di là delle maggioranze dei singoli enti.
Nell'alleanza di Centrosinistra lavorerò principalmente verso tutte le forze politiche che hanno contribuito al positivo risultato delle ultime elezioni regionali.
Rispetto al rimpasto che si è determinato in Provincia io ho sottolineato in una presa di posizione pubblica che il percorso seguito sul piano politico ha prodotto una situazione di difficoltà, ha creato problemi e ora occorre governare la situazione. Questo anche rispetto ad obiettivi giusti che ci si proponeva: per esempio la responsabilizzazione in giunta dell'IDV, per gli sviluppi della situazione politica dopo le regionali sia per la gestione dello stesso Consiglio Provinciale, si ha la necessità che tutti i partiti si facciano carico di sacrifici quando c'è un allargamento delle responsabilità. Lo ha fatto il PD lo scorso anno rinunciando ad un assessore provinciale per dare spazio ad un esponente dell'allora Sinistra Democratica. Ci siamo posti in questo momento l'obiettivo di una ricomposizione della situazione con le altre forze politiche della Provincia, di bloccare il ricatto di conseguenze sugli altri comuni e di seguire un atteggiamento di correttezza e di valorizzazione dell'esperienza verso esponenti del PD come Donatella Ferrari. Per sbloccare e ricompattare la situazione ritengo positive le proposte avanzate in questi giorni dal Presidente della Provincia: prima di tutto, anche a fronte della polemica della Federazione della Sinistra, lo sganciare la delega al lavoro dall'Assessore Antonelli e poi nell'incontro con la stessa Federazione della Sinistra la disponibilità a rivedere in parte gli assetti di giunta scaturiti dal rimpasto, con il recupero di un secondo assessore della Federazione della Sinistra. Dobbiamo dare, ritengo, la disponibilità a fare l'operazione in tempi certi e lasciando alla Federazione della Sinistra l'autonomia di scelta sul nome e contemporaneamente aprire un confronto con il PSI, che vada oltre la Provincia, riconoscendo a questa forza un ruolo, essendo anche fuori dagli assetti della Regione.
Tutto questo è stato avanzato chiedendo di superare da parte dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista la pregiudiziale verso l'Assessore Antonelli, solo perché imprenditore. Tale Assessore non è stato scelto in quanto rappresentante di Confindustria e delle sue politiche. Del resto nella stessa composizione della Giunta Regionale si va dai Comunisti Italiani ad un imprenditore. Senza veti e minacce inaccettabili di ricadute sugli altri comuni (minacce di crisi comunque non riprese negli incontri di maggioranza che ho avuto con la Federazione della Sinistra e i Socialisti) è auspicabile che si sciolgano i nodi politici, ci sia un senso di responsabilità da parte della Federazione della Sinistra e del PSI e che non incidano in questa vicenda problemi interni o resa dei conti nei partiti.
Il PD è per il rilancio della maggioranza di Centrosinistra tanto più dopo le elezioni regionali dove si è affermata un'alleanza che va dalla Sinistra all'UDC. Il PD ha operato sempre perché non ci fosse nessuna pregiudiziale nei confronti di chicchessia.
L'elezione diretta dei Sindaci e del Presidente della Provincia ha indotto rischi di un processo di autonomizzazione dei capi delle amministrazioni e in generale degli eletti del partito. Occorre recuperare questo gap. Anche facendo assumere ai sindaci e agli amministratori un ruolo importante nel partito. Anche per quanto riguarda la composizione degli assetti di giunta e la gestione dei rapporti nelle maggioranze e su altre scelte fondamentali, un rapporto, con il partito rappresentato dal Segretario, che poi stabilirà le forme di coinvolgimento degli organismi, mi sembra indispensabile.
Ritengo che sia stato giusto nelle linee programmatiche che ho presentato per la mia candidatura ai Congressi approfondire il quadro politico generale e la centralità oggi della crisi economica, la lotta alle ingiustizie nell'ambito di questa globalizzazione, che non si può bloccare, neppure mettendo l'ampolla di Bossi nell'Atlantico, ma che va cambiata nei suoi contenuti e nel suo governo contro la diffusione delle ingiustizie.
Siamo di fronte alla crisi del ciclo neo-liberista, rispetto a cui il PD deve definire una propria posizione autonoma non subalterna e capace di leggere i mutamenti e definire sul proprio terreno concreto la propria proposta.
Emerge sempre più l'inadeguatezza del Centrodestra a governare, un logoramento interno e una sorta di incompatibilità tra Berlusconi e la gestione di un sistema politico democratico. Oggi si è dimesso Brancher è una nostra vittoria. Come ha detto Enrico Letta siamo disponibili anche a soluzioni politiche transitorie. L'intreccio tra democrazia e questione sociale è fondamentale nella nostra iniziativa.
Centrale per noi è la battaglia, anche in queste settimane estive, contro la manovra sbagliata del governo. Manovra che si caratterizza come un attacco al sistema di welfare e al sistema di rappresentanza dei diritti nel mondo del lavoro e ad una certa idea delle relazioni industriali, con il superamento definitivo della concertazione. L'attacco alle Regioni e agli Enti Locali che si configura come una ulteriore tassa sui redditi medio-bassi, altroché "non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani" come dice Berlusconi e l'attacco all'articolo 41 della Costituzione, tutto si tiene.
A questo bisogna accompagnare una politica di alleanza, di iniziativa politica del PD che spesso manca, per essere pronti anche a nuovi scenari che la situazione politica sta prefigurando.
Centrale è la questione del rapporto tra territorio e regione. Sulla regione rimando alle ampie linee programmatiche che ho presentato per i congressi e da cui partire per la preparazione della Conferenza Programmatica Provinciale.
Bisogna tener conto di alcune scelte di fondo nella nostra impostazione programmatica: 1) impegno nostro per l'innovazione, 2) non si può pensare il ruolo del territorio spezzino fuori dal sistema regionale, 3) è stata giusta la scelta di passare dal vecchio modello di sviluppo alla "economia della varietà", ma adesso si tratta di definire gli ambiti della specializzazione produttiva, con essi anche il mantenimento di una certa ossatura industriale.
Sulle scelte, anche quelle urbanistiche, il PD deve lavorare a dare un contributo per coinvolgere la partecipazione dei cittadini. Siamo in un quadro di crisi del Centrodestra ligure e spezzino accentuato dopo le elezioni regionali e la vicenda Scajola.
Si parla spesso di poteri forti; la vicenda della Fondazione bancaria richiede da parte nostra la rivendicazione di trasparenza e di una gestione nuova e sinergica con la città.
Voglio essere il Segretario di tutti portando a termine la costruzione reale del PD. Valorizzando molto chi viene da tradizioni diverse rispetto alla mia, ma chiedendo di superare le vecchie divisioni. Voglio valorizzare come dice Bersani i "nativi", che devono essere sempre di più. Mi impegnerò a far prevalere il partito del noi e non dell'io.
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